Museo dell'Ara Pacis

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Date du publication: 03/11/2017

30.000  visitatori in 3 settimane e dal 4 novembre  apertura fino alle 23.30 ogni sabato
30.000 visitatori in 3 settimane per la grande mostra    “Hokusai. Sulle orme del Maestro”: un successo straordinario che durante il fine settimana raggiunge i 2.000 ingressi giornalieri. Per rispondere alle numerose richieste del pubblico e agevolare la visita durante il fine settimana, offrendo l’ulteriore vantaggio della suggestione notturna, dal prossimo 4 novembre partiranno le aperture straordinarie del sabato sera fino alle 23:30 (con ultimo ingresso alle 22:30).

L’esposizione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con il supporto dell’Ambasciata Giapponese, organizzata da MondoMostre Skira e Zètema Progetto Cultura e curata da Rossella Menegazzo.

Attraverso 200 opere tra silografie policrome e dipinti su rotolo (esposte in due rotazioni per motivi conservativi legati alla fragilità dei materiali) provenienti dal Chiba City Museum of Art e da importanti collezioni giapponesi come Uragami Mitsuru Collection e Kawasaki Isago no Sato Museum, oltre che dal Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova, la mostra intende illustrare la produzione del Maestro in fecondo confronto con quella di alcuni tra gli artisti che, seguendo le sue orme,dettero vita a nuove linee, forme, equilibri di colore all'interno del tradizionale filone dell’ukiyoe. Tra questi Keisan Eisen, apprezzato sia in patria sia tra gli estimatori europei di arte giapponese dell’Ottocento per i suoi ritratti di beltà che furono presi a modello anche da Van Gogh. Tra le opere di Eisen - la cui figura artistica è presentata in Italia per la prima volta in questa mostra - è la bellissima e imponente figura di cortigiana che Van Gogh dipinge alle spalle di Père Tanguy nell'omonimo ritratto, pubblicata anche in copertina del Paris Le Japon Illustré nel 1887.

Il percorso espositivo si articola in cinque sezioni che offrono una selezione di immagini legate ai soggetti più alla moda e maggiormente richiesti dal mercato dell’epoca: MEISHŌ: mete da non perdere; Beltà alla moda; Fortuna e buon augurio; Catturare l’essenza della natura e Manga e manuali per imparare.

Nella prima sezione (MEISHŌ: mete da non perdere) tra le numerose opere emergono i due rotoli dipinti con il Monte Fuji protagonista, messi a confronto per la prima volta: il “Monte Fuji all’alba” dipinto da Hokusai 1843 - che mostra il tocco leggero e puntuale del Maestro nella resa del riverbero rosato delle luci dell’aurora sul monte e sui campi ai suoi piedi - in rapporto significativo con “Veduta del monte Fuji nel ‘piccolo sesto mesquasi e’' realizzato nel 1837 da Totoya Hokkei (1780-1850). L'abile allievo di Hokusai raffigura il monte avvolto da un cerchio nebuloso biancastro con la cima coperta dal cappuccio di neve. In questa sezione è presentato anche un album di Hokusai che raffigura le cinquantatre stazioni del Tōkaidō abbinate ad attività quotidiane e mestieri tipici, stampate con minuzia di particolari e pochi vivacissimi colori.

Nella seconda sezione (Beltà alla moda) si potranno osservare il repertorio di immagini legate  al mondo della seduzione: raffinati dipinti su carta o su seta nel formato del rotolo verticale da appendere, firmati da Hokusai, da Eisen e dagli allievi più vicini a Hokusai, tra cui Teisai Hokuba, Katsushika Hokumei, Ryūryūkyo Shinsai, Gessai Utamasa. Sono inoltre presenti le più popolari silografie, policrome o con il solo colore blu, in cui Eisen eccelle: tra queste  la figura intera di cortigiana copiata più volte da Van Gogh pubblicata anche sul Paris Illustré. Le Japon del 1 maggio 1886. Sempre di Eisen si potranno ammirare alcune “immagini pericolose” (abunae), così chiamate perché rimandavano a scene amorose, come per esempio l' album in dodici fogli di grande formato, uno per ogni mese dell’anno.

Nella terza sezione (Fortuna e buon augurio) sono esposti alcuni surimono di Hokusai di grande formato orizzontale che raffigurano alcune delle stazioni del Tōkaidō, accanto a surimono di Eisen, realizzati invece nel piccolo formato quadrato, che rappresentano località ma soprattutto oggetti scelti per il loro valore simbolico e benaugurale legato a un preciso momento dell’anno, della stagione, delle festività e delle credenze popolari. Per la prima volta sono mostrati undici rotoli dipinti di una serie di dodici, firmati da Hokusai, con figure di saggi e immortali, oltre a figure del repertorio del teatro kyōgen.

Nella quarta sezione (Catturare l’essenza della natura), tra l’altro, saranno messi a confronto due dipinti di Hokusai di medesimo soggetto - la tigre e il bambù - uno del 1818 e uno del 1839. Ugualmente si potranno apprezzare gli stili di Hokusai ed Eisen nella resa del soggetto della carpa.

Nella quinta sezione (Manga e manuali per imparare) oltre ai famosissimi manuali di Hokusai stampati con il solo contorno nero-grigio e qualche tocco di vermiglio leggerissimo, si ammireranno, tra le altre opere in mostra, alcune pagine del Libro illustrato. La borsa di broccato (raccolta di motivi decorativi per artigiani) del 1828 di Eisen.

Date du publication: 26/10/2017

Anche    “L’Ara com’era” festeggia il grande cinema. 
Ingresso ridotto per i possessori del biglietto della Festa del Cinema di Roma 2017 dal 27 ottobre fino al 26 novembre (spettacoli il venerdì e il sabato dalle 19.30 alle 23, ultimo ingresso alle ore 22) ed eccezionalmente anche mercoledì 1 e giovedì 2 novembre (spettacoli dalle 19.30 alle 23.00, ultimo ingresso alle ore 22)

Date du publication: 04/10/2017

Undici video in Lingua dei Segni Italiana dedicati alle persone sorde nell’ambito dei progetti di accessibilità del programma “Musei da toccare

  
Accogliere il pubblico di visitatori sordi e ampliare l’offerta comunicativa museale facilitando l’accesso al patrimonio culturale e valorizzando le buone pratiche rivolte all’inclusione: con questo intento sono stati realizzati video in Lingua dei Segni Italiana con sottotitoli, di presentazione della storia e delle collezioni di numerosi spazi del Sistema Musei Civici.
Dopo il lancio dell’iniziativa presso il    Museo di Roma a Palazzo Braschi, con il primo video LIS posizionato nel cortile del museo e presentato in occasione dell’inaugurazione del nuovo allestimento museale, sono stati realizzati altri dieci video, della durata di circa tre minuti e proiettati su supporti multimediali, ora disponibili nei seguenti spazi del Sistema:    Mercati di Traiano-Museo dei Fori Imperiali,    Centrale Montemartini,    Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese,    Museo Pietro Canonica,    Musei di Villa Torlonia: Casino Nobile e Casina delle Civette,     Museo Napoleonico,    Museo dell’Ara Pacis e    Galleria d’Arte Moderna e prossimamente anche ai Musei Capitolini.

   
Questi musei già sono coinvolti nel programma di iniziative    “Musei da toccare”, ideato con l’obiettivo di realizzare musei ‘senza frontiere’, a misura di tutti, e offrire all’intero pubblico la possibilità di accedere alle strutture museali e aree archeologiche, abbattendo le barriere architettoniche e sensoriali.
Il progetto è promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura.
   
I dieci video sono stati realizzati dall’Istituto Statale per Sordi di Roma - prima scuola pubblica per sordi in Italia che dopo la trasformazione in ente svolge attività di consulenza, documentazione e aggiornamento sulla sordità - con cui la Sovrintendenza ha stipulato un protocollo d’intesa finalizzato alla realizzazione di iniziative per un'efficace comunicazione e accessibilità del patrimonio culturale alle persone sorde.
   
I testi tradotti in LIS sono stati redatti dai funzionari di ciascun museo coinvolto e resi idonei per la trasposizione nella Lingua dei Segni Italiana dall’Istituto Statale per Sordi: un team di professionisti sordi ha seguito tutte le fasi di lavorazione, dall’adattamento dei contenuti  alla resa in LIS alle riprese video e montaggio con sovraimpressione fotografiche, fino all’ inserimento dei sottotitoli indispensabili a tutti coloro che non conoscono la LIS. 
   
Dopo il successo ottenuto dall’avvio dell’iniziativa è prevista la graduale estensione del progetto anche in altri otto musei civici:  Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Museo delle Mura, Museo di Casal de' Pazzi, Villa di Massenzio, Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, Museo di Roma in Trastevere, Museo Civico di Zoologia e deposito delle sculture di Villa Borghese presso il Museo Pietro Canonica.

Date du publication: 23/02/2017

Nascono i nuovi punti promozionali delle librerie dei Musei in Comune, per mettere in evidenza alcuni volumi in offerta speciale come la collana editoriale pubblicata con Electa per la Sovraintendenza Capitolina ai Beni Culturali che comprende saggi scientifici, quaderni tematici, monografie e guide museali. Ad esempio il volume sulle demolizioni dei Fori Imperiali, che documenta attraverso molte immagini di qualità le trasformazioni edilizie e urbanistiche nel Novecento, per il beneficio di archeologi, studiosi e appassionati.

O anche i volumi che riguardano la Pinacoteca Capitolina, in particolare quelli sulle porcellane e dipinti con alcuni saggi sulle collezioni di provenienza, soprattutto il lascito del conte Francesco Cini, che fanno della raccolta capitolina una delle più ricche d'Italia, e sulle celebri manifatture che le compongono.

E ancora, il saggio sulle sculture di Palazzo Nuovo ai Capitolini, i quattro volumi della collana editoriale Romàntìca, edita da Electa e realizzata da Roma Capitale, una guida alla scoperta di monumenti archeologici, ville e parchi storici, beni monumentali e raccolte museali, che fanno parte del patrimonio di Roma.

Un altro volume importante Gioacchino Ersoch architetto comunale. Progetti e disegni per Roma capitale d'Italia, edito da Palombi Editori nel 2014, e altri ancora, verranno venduti alla metà del prezzo di copertina. La selezione dei titoli sarà sempre aggiornata pertanto invitiamo a tornare nelle librerie per vedere gli aggiornamenti della promozione.

Date du publication: 10/10/2016

La stagione autunnale della cultura a Roma inaugura con importanti eventi internazionali che nella settimana dal 10 al 16 ottobre 2016 avranno il loro culmine: dalla nuova Quadriennale, alla Festa del Cinema, al Romaeuropa Festival, alla Maker Faire, alla riapertura con i nuovi allestimenti alla GNAM, oltre alle iniziative che animano il    MACRO, MAXXI e l’avvio della realtà aumentata all’   Ara Pacis.

Sette giorni dedicati alla produzione del contemporaneo tra arte, musica, danza, innovazione, teatro, cinema, attraverso cui romani e turisti possono scoprire nuove prospettive.

Sabato 15 e domenica 16 ottobre 2016 (ore 18.00 - 22.00) il MACRO - Museo d’Arte Contemporanea Roma (MACRO Foyer, Auditorium, Spazio Area - Via Nizza 138) ospiterà l'evento proiettivo Paesaggi elettronici, nell'ambito del programma Fuori Quadriennale della 16a Quadriennale d’arte.
Il progetto è direttamente ideato e progettato dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali - MACRO e dall’Accademia di Belle Arti di Roma. E’ curato da Claudio Crescentini, Tiziana D’Acchille, Teresa Macrì, Lea Mattarella, Federica Pirani e Gabriele Simongini. Alcuni fra i più promettenti giovani artisti selezionati nelle principali Accademie italiane daranno vita a videoproiezioni e videoinstallazioni diffuse nel foyer, nell’Auditorium e nello Spazio Area del MACRO.

Sospeso tra memoria e presente, queste opere esemplificheranno l'eccellenza formativa e le attività versatili delle Accademie di Belle Arti, dove la creatività è coltivata con la consapevolezza della rilevanza storica di queste istituzioni, senza mai dimenticare di tenere il passo con i tempi.
Il progetto offrirà una panoramica in progress sul lavoro di sviluppo di artisti ancora in fase di formazione. Ne verranno fuori molteplici paesaggi elettronici del nuovo millennio, liquidi e mutevoli. L'idea di paesaggio stesso sarà sviluppato non solo come concetto spaziale, ma anche come una narrazione interna o una ricerca su uno specifico dettaglio.

Al Museo dell’Ara Pacis    PICASSO IMAGES. Le opere, l’artista, il personaggio, dal 14 ottobre 2016 al 19 febbraio 2017.
La rassegna, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è ideata da Electa in collaborazione con il Musée national Picasso-Paris, organizzata con Zètema Progetto Cultura e curata da Violette Andres e Anne de Mondenard.
Circa duecento fotografie d'epoca, una significativa scelta di opere grafiche, sculture e dipinti provenienti dal Musée national Picasso-Paris verranno esposti presso il Museo dell'Ara Pacis nella mostra Picasso images. Le opere, l’artista, il personaggio, che delinea in modo inedito il percorso di un artista eccezionale e il ritratto intimo di un uomo che ha costruito la propria fama mondiale anche attraverso la cura della propria immagine.
Le tre sezioni che articolano il percorso espositivo indagano i collegamenti che il più grande artista del XX secolo stabilì con la fotografia: dai primi tentativi di utilizzo del medium quale strumento di indagine approfondita del mondo circostante, di ausilio per la sua opera e di testimonianza dello stato d'avanzamento delle sue creazioni, alle fruttuose collaborazioni artistiche con fotografi d'avanguardia, tra cui Brassaï e Dora Maar, poi sua compagna. L’ultima sezione racconta la maturità artistica di Picasso quando, a partire dal dopoguerra, coltiverà personalmente la propria immagine d'artista diffusa dalla stampa illustrata, che contribuirà a renderlo personaggio di grande popolarità e ad alimentarne il mito.

CONTEMPORANEAMENTE ROMA è il primo passo per cambiare lo sguardo sulla vita culturale della città, così straordinaria ed unica al mondo per la sua storia, che deve trovare nuova energia e vita anche dalla cultura e dalla bellezza dell’arte del presente per proiettarsi nel futuro.

Per l’Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale questa è l’occasione per cominciare a dare visibilità ad una offerta sul contemporaneo di cui la città è ricca ma spesso inconsapevole e, in parallelo, porre le basi per avviare collaborazioni tra le istituzioni culturali che si dedicano alla cultura e creatività del nostro tempo.

Info:    www.contemporaneamenteroma.it

Date du publication: 25/02/2016

Il nuovo frammento della Lastra 31 della Forma Urbis Severiana, di proprietà della Santa Sede, sarà ceduto a Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali in comodato d’uso a tempo indeterminato. Lo ha annunciato oggi il Direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci introducendo, all’Auditorium dell’Ara Pacis, insieme al sovrintendente capitolino, Claudio Parisi Presicce, i lavori del Convegno organizzato per illustrare i risultati delle ricerche che gli archeologi di entrambe le istituzioni hanno effettuato in maniera congiunta.

Il frammento, ricomposto con gli altri della Lastra 31 a cui appartiene, rimarrà     in esposizione nella Sala Paladino del Museo dell’Ara Pacis fino al 17 marzo.

Sinergia tra i Musei Capitolini e i Musei Vaticani

Il nuovo prezioso tassello costituisce un importante contributo alla conoscenza della topografia della Roma antica ed è il frutto della sinergia e di una sempre più proficua collaborazione tra i Musei Capitolini e i Musei Vaticani.

Il frammento della lastra 31, infatti, è stato rinvenuto durante i lavori che hanno interessato, negli anni scorsi, l’interno del Palazzo Maffei Marescotti, un edificio extraterritoriale di proprietà della Santa Sede situato in Via della Pigna. Il tassello “vaticano” consente ora una più esaustiva lettura della topografia antica dell’area dell’odierno Ghetto e del Teatro Marcello.  La Forma Urbis severiana è da secoli parte integrante delle collezioni capitoline; la ricomposizione dei contesti storico-archeologici è ritenuta di estrema importanza dalle due istituzioni che hanno, per tale ragione, avviato l’iter finalizzato a uno scambio di opere.

Un’altra tessera, dunque, è stata aggiunta all'importante mosaico che raffigura la topografia della Roma antica la quale, nonostante i numerosi frammenti disponibili, non può dirsi ancora risolta in modo definitivo e ogni nuovo elemento contribuisce ad arricchire il quadro d’insieme con ulteriori, significativi dettagli, utili ad accrescere la conoscenza della civiltà millenaria che si è sviluppata sulle sponde del Tevere. La ricollocazione di questo frammento nel suo contesto di origine si inserisce in un più ampio progetto in atto volto a sciogliere il nodo della sistemazione espositiva della pianta marmorea. Da sempre il principale problema di musealizzare la Forma Urbis è costituito dalla sua stessa mole: un numero altissimo di frammenti, la grande maggioranza dei quali non posizionabili sulla pianta cittadina. Un problema di spazio, quindi, che potrà risolversi nell'ambito del progetto, da anni in atto, di riqualificare la centralissima area del Celio.

La Forma Urbis

La pianta marmorea, o Forma Urbis severiana, è una grande planimetria di Roma antica incisa su lastre di marmo tra il 203 e il 211 d.C.  Era esposta sulla parete di un’aula nel Foro della Pace che fu in seguito inglobata dal complesso dei SS. Cosma e Damiano, che si è conservata in tutta la sua altezza ed è ancora oggi visibile a chi  percorre via dei Fori Imperiali. 

Lo studio delle tracce presenti sulla parete ha consentito di ricostruire ingombro e dimensioni della Forma Urbis: la pianta era incisa su 150 lastre di marmo applicate alla parete con perni di ferro ed occupava 18 x 13 m circa.

Si è calcolato che fossero rappresentati, su una superficie di circa 235 mq almeno 13.550.000 mq di città antica attraverso una moltitudine di sottili incisioni: tutti gli edifici di Roma, pubblici o meno, rappresentati prevalentemente al livello del suolo a una scala media di circa 1:240 (= 2 actus romani): tale cioè da permettere una rappresentazione topografica dettagliata che comprende e distingue i singoli vani degli edifici.

 A partire dal rinvenimento del primo nucleo di frammenti nel 1562 sono venuti in luce poco meno di 1200 frammenti della Forma Urbis; di questi circa 200 sono stati identificati e idealmente collocati sulla topografia moderna.

Quello che rimane oggi è circa un decimo del totale della pianta, il che equivale a circa 25.000 mq di Roma antica in gran parte ancora da identificare, da piccole schegge a settori di lastra con interi quartieri, case, portici, templi e botteghe: un panorama unico del paesaggio urbano di Roma antica ed uno dei più rari documenti che l'antichità abbia restituito.

Il nuovo frammento

Il nuovo frammento è relativo alla lastra 31 della Forma, che rappresenta l’odierna area del Ghetto, uno dei settori monumentali della città antica, dominato dal Circo Flaminio, edificato nel 220 a.C., per ospitare i ludi plebei, e sul quale si affacciavano numerosi importanti monumenti pubblici. Tra questi sono ancora oggi noti e visibili il portico di Ottavia e il teatro di Marcello. Oltre che una sezione del teatro, il nuovo frammento vaticano reca un’iscrizione che completa la dicitura Circus Flaminius, agganciandosi come il pezzo di un grande puzzle ai frammenti già noti e scoperti nel 1562.

Date du publication: 23/09/2015

Giubileo. Marinelli. Nuovo progetto per l’Ara Pacis a colori con occhiali tecnologici e audio

"In vista del Giubileo abbiamo immaginato assieme alla Sovrintendenza capitolina e a Zètema Progetto Cultura un nuovo progetto di valorizzazione del nostro patrimonio culturale, dopo quello dei Fori di Piero Angela e Paco Lanciano. Abbiamo pensato all’Ara Pacis che l’anno scorso, illuminata a colori ha avuto un successo di pubblico straordinario. In quella occasione è stato approntato un modello tridimensionale dell’altare sul quale è stata applicata la restituzione del colore secondo criteri filologici e storico-stilistici, per ricreare, senza rischio per la sua conservazione, l’effetto totale e realistico della policromia originaria. Quest’anno abbiamo pensato di andare oltre e di concedere al visitatore un’esperienza più coinvolgente e immersiva con l’impiego  della realtà aumentata e occhiali tecnologici con audio. Il progetto non avrà oneri per l’Amministrazione prevedendo un piano economico la cui copertura possa essere realizzata con gli incassi per un periodo di tempo fino a tre anni”.

Date du publication: 23/10/2014

Dopo il successo dei suoi collegamenti dello scorso anno, in cui ha omaggiato la canzone d’autore italiana, Diodato torna a Che Fuori Tempo Che Fa, il nuovo appuntamento con Fabio Fazio e Massimo Gramellini, nella puntata in onda sabato 25 ottobre, alle 20:10 su RaiTre, e sarà protagonista, come i Perturbazione nelle prime quattro puntate, di uno dei live musicali del programma nei luoghi d’arte d’Italia. Il giovane artista tarantino, che presenterà sabato in anteprima assoluta il suo nuovo disco A ritrovar bellezza, in uscita il 27 ottobre, in cui ha raccolto brani che corrispondono alle composizioni reinterpretate nelle Canzoni in un minuto con cui ha chiuso le puntate domenicali della scorsa stagione di Che Fuori Tempo Che Fa, sarà in collegamento dal Museo dell’Ara Pacis di Roma dove, fino al 25 gennaio 2015, è possibile visitare la grande retrospettiva “Henri Cartier-Bresson”.

A dieci anni esatti dalla sua morte, l’esposizione propone una nuova lettura dell'immenso corpus d’immagini di Cartier-Bresson, uno dei più importanti fotografi del ventesimo secolo. Sono esposte oltre 500 opere tra fotografie, disegni, dipinti, film e documenti, riunendo le più importanti icone ma anche le immagini meno conosciute del grande maestro: 350 stampe vintage d’epoca, 100 documenti tra cui quotidiani, ritagli di giornali, riviste, libri manoscritti, film, dipinti e  disegni. L’itinerario espositivo offre una doppia visione: rintraccia la storia dei lavori di Cartier-Bresson per mostrare l’evoluzione del suo cammino artistico in tutta la sua complessità e, al tempo stesso, raccoglie e ”rappresenta” la storia del ventesimo secolo attraverso il suo sguardo di fotografo.

Dal Surrealismo alla Guerra Fredda, dalla Guerra Civile Spagnola alla Seconda Guerra Mondiale e alla decolonizzazione, Henri Cartier-Bresson è stato uno dei grandi testimoni della nostra storia, “l’occhio del secolo”  che ha espresso un vero  genio per la composizione, una straordinaria intuizione visiva, una capacità unica di cogliere al volo i momenti più fugaci come i più insignificanti.

L’esposizione, a cura di Clément Chéroux, è realizzata dal Centre Pompidou di Parigi in collaborazione con la Fondazione Henri Cartier-Bresson, è promossa da Roma Capitale Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e prodotta da Contrasto e Zètema Progetto Cultura. Catalogo Contrasto.

Segui la diretta con     #BressonRoma.

Estratto della trasmissione Che Fuori Tempo Che Fa con Diodato al Museo dell'Ara Pacis

Date du publication: 11/06/2014

A due anni dall’ingresso dei Musei Capitolini nel Google Art Project, il Sistema Musei Civici di Roma Capitale Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali (gestione servizi museali di Zètema Progetto Cultura) aderisce con 14 nuove sedi museali alla piattaforma sviluppata dal Google Cultural Institute per promuovere la conoscenza dei più importanti musei del mondo: Google Art Project.

Google Art Project ospita ora 15 siti musealie archeologici del Sistema Musei Civici di Roma, valorizzando le specificità di ognuno:    Musei Capitolini,    Centrale Montemartini,    Mercati di Traiano,    Museo dell'Ara Pacis,    Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco,    Museo della Civiltà Romana,    Museo delle Mura,    Museo di Roma,    Museo Napoleonico,    Casa Museo Alberto Moravia,    Galleria d'Arte Moderna,    Museo Carlo Bilotti,    Museo Pietro Canonica,    Museo di Roma in Trastevere,    Musei di Villa Torlonia.

Dopo    l’Annunciazione di Garofalo dei Musei Capitolini, 7 nuove opere sono state fotografate e caricate online ingigapixel dando la possibilità di osservare ad altissima definizione - con circa 7 miliardi di pixel a disposizione - dettagli impossibili da vedere ad occhio nudo: i doni offerti dal defunto rappresentati nella lunga iscrizione in geroglifico nella    Stele del Dignitario Nefer (Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco); i frammenti di colore sui tasselli del    Mosaico con scene di caccia da Santa Bibiana (Centrale Montemartini); i volti degli spettatori e i fantastici costumi per il    Carosello a Palazzo Barberini in onore di Cristina di Svezia (Museo di Roma); i particolari dell’abito e dei gioielli indossati da    Elisa Bonaparte Baciocchi con la figlia Napoleona Elisa (Museo Napoleonico); le pennellate infuocate di rosso nel    Cardinal Decano di Scipione; lo sguardo scettico e partecipe di    Alberto Moravia nel ritratto di Guttuso (Casa Museo Alberto Moravia) e, infine, le tonalità pietrificate dell’olio di de Chirico    Archeologi misteriosi (Museo Carlo Bilotti).

Su    www.google.com/artproject 15 gallery fotografiche, per un totale di 800 immagini, raccolgono le opere più significative delle singole collezioni museali di Roma. Un immenso patrimonio che potrà essere utilizzato da studenti, turisti e semplici curiosi, desiderosi di navigare tra i capolavori dei musei romani, ma anche di scoprirne i tesori più nascosti.

Al Galata morente o ai dipinti di Guercino, Caravaggio e Rubens dei Musei Capitolini si aggiungono ora le antiche sculture ospitate dalla Centrale Montemartini; i capolavori di Mafai, Afro e Balla della Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale; i reperti risalenti all’età augustea, flavia e traianea dei Mercati di Traiano; le opere di de Chirico, il Warhol e il Rivers del MuseoBilotti; il plastico di Roma del Museo della Civiltà Romana; le opere di Caffi e Batoni del Museo di Roma e, ancora, i reperti di arte egizia, cipriota, greca, romana e le preziose lastre assire del Museo Barracco; le opere d’arte e i cimeli legati alla famiglia Bonaparte del MuseoNapoleonico; marmi, bozzetti e studi del Museo Canonica e, infine, le opere ospitate dai Musei Villa Torlonia, da Casa Moravia, dal Museo delle Mura, dal Museodell’Ara Pacis e dal MuseodiRoma in Trastevere.

Infine, da oggi è possibile visitare virtualmente le sale di 12 musei del sistema grazie alla tecnologia Street View che consente di muoversi a 360° e avvicinarsi alle opere, approfondendole con le schede di dettaglio.

Google Art Project, parte di Google Cultural Institute, è una piattaforma online attraverso cui il pubblico di tutto il mondo può accedere a immagini ad alta risoluzione delle opere d'arte più importanti messe a disposizione dai musei partner dell'iniziativa, con l’obiettivo di “democratizzare” l'accesso alla cultura e promuovere la sua conservazione per le generazioni future.

Il progetto, lanciato a febbraio 2011 in collaborazione con 17 musei conta oggi oltre 63.000 opere e 345 partner e il numero è destinato a crescere.

Su    www.google.com/artproject i visitatori della piattaforma possono sfogliare le opere in base a: nome dell'artista, titolo illustrativo, tipo di arte, museo, paese, collezioni, e periodo temporale. Facebook, Twitter, Google+ e video sono integrati nella piattaforma, consentendo agli utenti di invitare i loro amici a vedere e discutere le loro opere preferite. Tra le altre funzioni a disposizione degli utenti, ‘Le mie Gallerie” permette di salvare viste specifiche delle opere d'arte selezionate e di costruire la propria galleria personale. I commenti possono essere aggiunti a ogni dipinto e l'intera galleria può essere condivisa con gli amici. Inoltre, la funzione 'Confronta’ consente di esaminare due opere d'arte “fianco a fianco” nella stessa schermata, per vedere più da vicino come lo stile di un artista si è evoluto nel tempo, collegare le tendenze artistiche, o osservare in profondità due particolari di un’opera.

Google Art Project si qualifica quindi come un tool digitale che permette agli utenti collegati da ogni parte del mondo di avvicinarsi alle opere d’arte, ai reperti storici e ai manufatti artistici, con un semplice “click”, scoprendone i dettagli più nascosti.

In Italia, tra i musei partner, le Gallerie degli Uffizi (anche con Street View), Palazzo Vecchio, Firenze, i Musei Capitolini, il Museo Poldi Pezzoli e il Museo Diocesano di Milano, il Museo Archeologico di Ferrara, i Musei di Strada Nuova di Genova, la Fondazione Musei Senesi, la Venaria Reale (anche con Street View) di Torino e, a Venezia, ben 6 musei della Fondazione Musei Civici di Venezia - Palazzo Ducale, Museo Correr, Ca’ Rezzonico, Ca’ Pesaro, Palazzo Mocenigo e Museo del Vetro di Murano - oltre a Palazzo Grassi (anche con Street View).

Sistema Musei Civici di Roma Capitale Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali (gestione servizi museali di Zètema Progetto Cultura).

Date du publication: 05/03/2012

The Virtual Tour of the Ara Pacis Museum – produced by​​ Zètema Progetto Cultura - developed by Gebsoftware using the Immersive Virtual Reality technology through sophisticated processing techniques and photo montage. You can visit the museum by taking a virtual walk, getting around the halls. With the mouse the view can be rotated 360 degrees left and right, up and down, and zoom in and out, as well as learn more about the museum using photo and video galleries.

The Virtual Tour is made in a very high resolution, and accessible even in full screen mode.

Start the tour

Date du publication: 16/01/2012

MiC Roma, the application designed for the Civic Museum Network of Rome, is now available on iPhone and Android Smartphones.

http://app.museiincomuneroma.it

For more information please visit:

iPhone:http://itunes.apple.com/it/app/mic-roma/id492614208?mt=8

Android:https://market.android.com/details?id=it.sebina.roma.musei

Date du publication: 19/11/2008

Ore 10.00 / Tavola Rotonda “Il mito della giovinezza nel ventennio fascista”
Ore 17.00 / Documentario “I bambini di Hitler” di Guido Knopp
Ore 18.00 / Tavola Rotonda “Giovani e totalitarismi”

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Date du publication: 07/04/2008

Lunedì 21 aprile 2008 il Museo dell'Ara Pacis sarà visitabile gratuitamente secondo il consueto orario d'esercizio.

Date du publication: 04/04/2008

Si apre il 21 aprile Running the numbers la mostra del fotografo di Seattle che i canali National Geographic organizzano in occasione dell’Earth Day, la giornata della Terra.

Per saperne di più

Date du publication: 04/04/2008

Mercoledì 9 aprile 2008 si terrà la giornata di studi, dal titolo "Disegnare, rilevare, interpretare. L’eredità di Tommaso Semeraro" dedicata a quest'ultimo.

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Date du publication: 19/03/2008

Venerdì 21 e sabato 22 Marzo alle 21.00, in occasione della manifestazione “MUSEI IN musica parole teatro danza”, Marco Baliani presenta il suo spettacolo teatrale
Per saperne di più

Date du publication: 12/03/2008

In occasione della Settimana della Cultura, che si svolgerà sul territorio nazionale dal 25 al 31 marzo 2008, l'ingresso al museo sarà gratuito.
Il 27 marzo, inoltre, il Museo dell’Ara Pacis sarà aperto anche con orario continuato dalle 9.00 alle 24.00. La biglietteria chiude un'ora prima.

Si svolgeranno attività didattiche gratuite secondo il seguente programma:
attività didattiche

Il Museo dell'Ara Pacis rispetterà comunque la giornata di chiusura settimanale lunedì 31 marzo

Date du publication: 11/03/2008

Si comunica che giovedì 13 marzo 2008 dalle 12.30 alle 16.00 alcune sale o l'intero Museo potrebbero essere chiusi al pubblico per assemblea sindacale del personale.

La Direzione del Museo si scusa per gli eventuali disagi.

Date du publication: 05/12/2007

Si avvisa che la mostra "L'altra Istanbul" proseguirà fino al 6 gennaio 2008

Date du publication: 17/09/2007

Dato il successo che hanno riscosso le visite guidate serali all'Ara Pacis, l'iniziativa prosegue fino al 27 settembre, con l'esclusione di giovedi 20 e martedi 25. Si tratta quindi di quattro serate ulteriori rispetto a quanto programmato inizialmente.

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